
时间:2022-03-04
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Mai non disciolgasi Dal mio cor misero Il laccio nobile
Che lo legò.
Fra le catene
Mi goderò
E di mie pene
Alla bella cagion m’inchinerò.
Mio cor distruggasi A’ rai bellissimi, Ché sempr’amabile Mio duol sarà. Gode il mio petto Di ferita,
Hor che diletto
Pietosa donna all’alma mia darà.
Dispieghi all’aure Sue trecce mobili O pur racchiudale Senza mercè,
Da me spietata
Ritorc’iI piè,
Ché voglia ingrata
Può disdegnar ma non cangiar mia fè.
Mi tiraneggiano
Le guancie tenere
E ‘I volto placido
Che’l cor m’aprì ;
Egli mi dice
La nott’ e’l dì
Che ben felice
Mi potrà far colei che mi ferì.
Io perciò sentomi Sì doIce attraere Che d’esser libero Non curo più.
O bella o cara
Mia servitù,
Di doglia amara
Dolce vittrice entr’al mio cor sei tu.
Così d’amor pregiavasi Tirsi tra l’herbe tenere : Mai non trovò pietà Ché la cruda involavasi Al dolce stral di Venere, Troppo avara beltà !
Al fin per crudeltà Divenne il miser cenere Ed hor lo piange invan
chi morto l’ha.