E subito qualcuno ti guardò con diffidenza
E quasi certamente, ti trovò un po’ strano
E c’è chi volle evitare, persino ogni tuo passo
So che avrebbe invidiato la tua dolce innocenza
Per cui apparve evidente che non capì nessuno
Quello che da sempre tu mostravi con timore
Che non si può spiegare agli occhi della gente
E quel tuo io discreto, no, non lo capì nessuno
Giocavi nei cortili e nelle stanze della vita
Giravi sulla giostra coi cavalli e le astronavi
Danzavano argentine mille risate spensierate
Mentre la musica andava, malinconia infinita
Poi tu ti domandavi, ma questi che ne sanno
In quale triste mare tu imparavi a navigare
Di strade, case, ed altri letti che ingannavano i tuoi sogni
Per fraintesi vacui amori, ma questi che ne sanno
Di quell’arcobaleno che ancora ti commuove
Di quell’ultima volta che sei stato bambino
Di quella prima volta che hai pianto per amore
Di ogni dannata volta che hai cercato un tempo altrove
E ora sei qui, degli altri che t’importa
Questo sei tu, triste dolcezza rara
Duro fardello di un nobile sentire
Ma c’è la vita, con quello che comporta
Chissenefrega, sei un’anima migliore
Tu ascolti ancora il suono dell’infanzia
In quale cielo fai volare l’aquilone
Immaginando e sognando con il cuore
Gioca ancora nei cortili e nelle stanze della vita
E gira sulla giostra coi cavalli e le astronavi
Riecheggiano argentine mille risate spensierate
Mentre la musica va, dolce malinconia infinita
Mentre la musica va, con la sua dolce malinconia …