Sembra una giungla metropolitana, luci che si infrangono sulla strada
un grattacielo che mi fa sentire piccolo, inseguo le stelle tipo viaggio mistico come mai ora non sento niente? Non ho piu paura, parto con la mente
taxi nella notte, ti penso certe volte, le mie emozioni ben nascoste
dal finestrino vedo in bianco e nero, da qui madonna com'e buio il cielo senza di te mi sento uno straniero, questa citta e gigante e io non lo sapevo chissa che cosa stai pensando, ricordi che rimbalzano sopra l'asfalto
soldi sul bancone a fine pasto, con il cuore guasto
Allora accendo la radio, e nella radio c'e Lucio,
e mi ricordo di te come ridendo cantavi con la spazzola in mano le sue vecchie canzoni E allora spengo la radio, che non mi sembra piu il caso
di starti a pensare in questo cielo d'asfalto sono i fari le stelle su una tela cobalto
La nebbia mi raggiunge, e un'onda che distrugge, ma io riposo sulla strada lungo le sue sponde
luci artificiali confondono le ombre, creando quel teatrino in cui ciascuno poi si finge penso al passato, quello che e stato, le cose che col naso tappato ho ingoiato
mi immergo felice dentro quella palude, porto dietro solo le carni nude
perche siamo vestiti che la gente indossa a colori stinti, quasi consumati,
e quando non li vede piu bene addosso rimangono sgualciti chiusi negli armadi
Ma tu che sei un esempio di equilibrio, io una nota a margine dentro il tuo libro
sono un punto sfocato, un viaggio dimenticato, il suono che fa un congiuntivo sbagliato
Allora accendo la radio, e nella radio c'e Lucio,
e mi ricordo di te come ridendo cantavi con la spazzola in mano le sue vecchie canzoni E allora spengo la radio, che non mi sembra piu il caso
di starti a pensare in questo cielo d'asfalto sono i fari le stelle su una tela cobalto