Ogni giorno la mia vita si trasforma
Ogni ora una porta
E sai che il tempo non perdona e non dimentica
Ma qui
Dia Apos Dia
Di questa vita mia
Sento una melodia
Che canta con malinconia
A volte vorrei che mi portasse via
Ma poi ritorno sempre qua
Pensavo
Io nella vita farò quello e farò pure questo
Ma non avevo fatto i conti con me stesso
Nè con il resto, li faccio adesso, da dentro a un fosso
Ora che il mondo mi è crollato addosso
Pensavo
Che io sarei rimasto sempre io
E allo stesso tempo pensavo pure che sarei diventato un altro
Un altro me, spuntato all’occorrenza, buono per ogni occasione
Un me maturo per la vecchiaia, un me curioso per la gioventù
Un me forte per i tempi di guerra
Un me saggio per i tempi di pace
Praticamente ho immaginato così tanto
Che ho immaginato pure un me che si ammalava e moriva al mio posto
Un me preparato a quel momento
Rassegnato al suo fato
Ma non avevo fatto bene i conti neanche con il fato
Li faccio adesso, anche se adesso è diverso
Adesso che è successo quello che successo
Metto più a fuoco il resto
E soprattutto metto a fuoco che oltre al fatto che è brutto sentirmi ora così
Vuoto e sconfitto
Oltre a te che sei me, non ho nessuno qui
Ma tu non mi conosci e io non ti capisco
E la mia vita è questa, non posso dire basta
E siamo condannati come i carcerati, come gli eremiti, come i dannati
Come due amanti accaniti
A stare soli tra noi, nudi, senza vestiti
A stare soli tu ed io più tempo di quello passato insieme a tutte le persone che ho amato
La gente si domanda come faccio ad accettare una cosa così tragica
La gente guarda un malato come una cosa magica
E ti credo
Io sono la connessione tra l’umano e il divino
Io sono la prova che esistano il caso e il mistero
O il destino
Attraverso di me puoi riflettere che se misuri tutto con io, poi arrivo io, e i conti non tornano
E allora non può non sfiorarti il pensiero di Dio
Ma lascia stare Dio non ti distrarre, qui ci sono io
Ma lascia stare io, il mio lo può comprendere al massimo Dio
E allora benedicimi da vivo finché ne avrò voglia
E quando sarà, benedicimi da morto
Senza giudicarmi