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Stanotte su queste colline
si accendono fuochi e lampi d’argento
stanotte su queste colline
si scaccia la noia a folate di vento
la musica arrampica al cielo
e porta con se la malinconia
si prende il respiro del giorno più
lungo del giorno più magico che ci sia
Dall’ombra del bosco scendono fate
con coriandoli e petali d’oro
vestite di luce rincorrono stelle
vendute dal sole per qualche denaro
oltre la siepe la casa ed il buio
col dio della notte che canta canzoni
ti invita a giocare coi dadi le carte
e i tarocchi dei tre mascalzoni
rit
Le onde del grano le onde del mare
il vento che soffia dalla luna
le onde del grano le onde del mare
il vento che vuole giocare
gli spiriti della notte si nascondono ai primi rumori
si rubano i nostri segreti scacciati dal vino si gettano fuori
C’è una donna dai bianchi capelli
che tiene per mano dei ciuffi di pane
ha tagliato la chioma di un bimbo
la getta nell’aria cantando canzoni
poi si rifugia tra le rovine
le rocce scalfite dal vecchio castello
trattiene il respiro pensando ai suoi giorni
pensando al suo mondo quand’era più bello
Suona il violino con la ghironda
ed ora la festa sta per cominciare
piccole sagome danzano in cerchio
le vesti che sfioran la legna bruciare
sono i padroni della collina
i depositari dell’oro del tempo
il loro incantesimo fino al mattino
poi resterà solo paglia sul campo
rit
E tu stanotte raccoglimi un fiore
che con questa luce lo si può trovare
e tu stanotte raccoglimi un fiore
che solo allora ti vorrò baciare
ma non farti delle illusioni
che tutta un’estate abbiamo davanti
scopro le gambe i miei sentimenti i
o penso alla vita e dimentico i santi
rit