**Titolo: Silvana**
**Intro**
Silvana,
fiore storto nel cemento,
rideva forte contro il vento.
**Strofa 1**
Da bambina già scappava,
non capiva chi parlava,
non straniera, più lontana,
un’aliena sulla strada.
Aveva l’arte nelle mani,
troppo amore nei domani,
fuoco vivo nel respiro,
Dio nel petto, gli occhi strani.
Ultima luce tra otto voci,
cresciuta senza guinzagli,
selvaggia tra sogni e croci,
libera pure negli sbagli.
Scappa al mare da ragazza,
dove il sole spacca il cuore,
in quell’estate più calda,
nasce un destino d’amore.
**Ritornello**
Era forte, ma tremava,
era vento, ma restava,
era luce dentro il buio,
era casa se abbracciava.
Era fragile e gigante,
una fiamma tra le mani,
se cadeva si rialzava,
con le ali e con i danni.
**Strofa 2**
Lui era piccolo nel passo,
ma col cuore da montagna,
voleva fermare il mondo
dentro un lampo di campagna.
Fotografava la vita,
scriveva versi in silenzio,
lei rideva senza misura,
lui capiva quel suo incendio.
Lei aiutava pure al buio,
senza dirlo, senza scena,
perché il mondo pesa meno
se chi ami torna in piedi.
Non sapeva stare ferma,
lavorava per restare,
dipingeva giorni storti
per provare a respirare.
Non aveva chiavi del mondo,
ma apriva porte nel petto.
**Strofa 3**
Ha letto pagine e tempeste,
sapeva tutto e quasi niente,
non era scienza la sua mente,
era cuore tra la gente.
Ha cresciuto un figlio solo
coi mezzi che aveva in mano,
sbagliando pure la strada,
ma indicando sempre il faro.
Ha creato mostri e ripari,
ha fatto danni e miracoli,
ma quando dava un abbraccio
crollavano tutti gli ostacoli.
Pazza, indomita, vera,
fino all’ultima ferita,
poi una notte senza stelle
se l’è presa questa vita.
**Ritornello**
Era forte, ma tremava,
era vento, ma restava,
era luce dentro il buio,
era casa se abbracciava.
Era fragile e gigante,
una fiamma tra le mani,
se cadeva si rialzava,
con le ali e con i danni.
**Bridge**
Le dissero: “non puoi”,
ma il cielo disse: “vedrai”.
Il suo desiderio era un grido
che arrivò dove non sai.
Da un pianeta più lontano
le affidarono un bambino,
lei lo tenne dentro al sangue,
come un sole nel mattino.
Quel giorno tra due vite,
l’amore fece rumore,
lui scelse lei per paura,
l’universo scelse il cuore.
Era un’aliena sulla Terra,
ma mi ha insegnato casa.
Volevo amarla da uomo,
frequentarla come amico,
criticarla piano piano,
poi salvarla dal nemico.
Volevo darle il mio mondo,
mentre spiegava il suo,
ma certe madri sono stelle,
le capisci quando è buio.
potevo essere tutto per lei, ma mi ha riservato il meglio rendendomi suo figlio.