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Si stringeva nelle spalle quando non capiva con quella sigaretta sulla punta di un sorriso non voleva sapere
troppe cose difficili da capire
e forse inutili per vivere
in fin dei conti era felice
gettando sassi contro quel vento
che gli sputava in faccia foglie secche e polvere della strada
in fin dei conti era felice
Passò davanti alla casa di lei
la ricordava con quei capelli neri acconciati dal vento
stava per suonare alla sua porta
si aggiustò il colletto e poi
ci ripensò
in fin dei conti anche da solo era contento
Un calcio a una lattina
schiacciata sulla strada
camminò all’indietro guardando quella casa sempre più lontana
sempre più lontana
Cosa mi importa disse
guardando le stelle
e colse quella all’orizzonte più luminosa e se la mise sulla fronte
Tutti pensarono fosse un dio
ma lui non si lasciò sedurre
In fin dei conti era felice
gettando sassi contro quel vento
che gli sputava in faccia foglie secche e polvere della strada
in fin dei conti era felice