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Le pareti ormai spoglie parlano da sole
sul muro con il gesso qualche verso di corano
e gli amici che hanno condiviso il pane a fine mese
sulle scale a chiedersi perché.
La bambina ha gli occhi neri come il mare
come il mare che ha visto suo padre arrivare.
Nella stanza sua madre non riesce più a pensare
infila cose alla rinfusa in grandi borse della spesa
e i ricordi e i sogni cadono a terra
come le lacrime assieme alle lacrime.
E la storia e il tempo sembrano sospesi
pronti a ripetersi ancora una volta.
Suo padre in cucina con rabbia impotente
chiede all’avvocato cosa faresti al mio posto
al telefono non risponde più nessuno
le agenzie hanno porte e finestre sbarrate.
E lui risponde il mio cuore è al sicuro
in una cassetta di sicurezza.
I poliziotti attenti sorvegliano le mosse
preoccupati per questi pericolosi criminali
tre figlie armate fino ai denti di innocenza
madre e padre che sparano parole.
Ma loro hanno occhi di ghiaccio
e facce e cuori di pietra.
E le figlie del deserto hanno sguardi ormai lontani
in alto la testa per annusare l’aria
non è odore di pioggia o di bonaccia
è vento di tempesta e di rivolta.
La bambina ha gli occhi neri come il mare
come il mare che ha visto suo padre arrivare.