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NELLE SABBIE DI PORTO SAID
(M. Miranda)
Guardano sfilare
le navi ad una ad una
entrare nel Canale
di Suez, all'alba, in fila,
sulle spiagge di Porto Saïd.
Il canto del Muezzin
risuona di lontano,
il mare è una chimera,
un ponte che congiunge
diverse tradizioni
virando verso Oriente.
Verso la stella diana
dove tutto ebbe inizio.
E chissà sotto quale astro,
tra mille anni
ci racconteremo ancora
le storie portate dal mare,
se il fuoco dei due blocchi,
finalmente, si potrà placare.
D'un tratto ritrovare
la stessa scena
di tanti anni fa,
la stessa sala, lo stesso caffè,
la stessa strada, stesso sole arso,
lei coi capelli bianchi tutt'a un tratto.
Poi l'odor del sugo alla domenica
che filtra dalla porta qui in penombra
mentre lei dorme a un palmo dal mio naso,
e sogna di un domani da creare
su questa striscia ch'è tra il mare e il piano,
tra luci ed ombre incerte e contromano.
Partono
ancora lente
le navi
da Porto Saïd.