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Amale con il loro passato,
nella calma di un segreto,
ogni ruga è un segno astratto
nato prima e dopo un sogno.
Amale indifese e ferite,
dalla luna impallidite,
nude, senza scudi
né mascara sullo sguardo.
Amale nei giorni più sacri,
sono anime di vetro,
dentro fragili cadenze,
in conventi di silenzio.
Amale perché cercano un senso
nelle trame del loro tempo,
tra le righe di un addio
abbandonato sopra un foglio.
E portano dentro di sé
un cielo di cobalto pieno di nuvole.
E vanno libere verso le onde,
nella tempesta che le calmerà.
Amale in volubili sere,
inafferrabili atmosfere
nei discorsi un po’ contorti,
nei finali sempre aperti
Amale quando cercano ancora,
quando il tempo non ha cura
i capelli consegnati al vento ed un sorriso lieve.
E portano dentro di sé
un cielo di cobalto pieno di nuvole,
di pioggia lacrime e notti insonni,
per un amore che non tornerà.
Amale così, notturne, vere e misteriose.
Amale così, lunari eclissi sopra il sole.
Amale così, con le paure di una sera più nera,
più nera.
Amale perché in quei momenti,
sono così trasparenti,
se le osservi puoi vedere fino in fondo al mondo.
Amale, perché passa in fretta,
poi rialzano la testa,
si sistemano i capelli con due dita e tu...
tu non le prendi più.