Cantata “Che vidi, o Ciel, che vidi” - III. Recitativo “Priva del caro bene”-Francesco Cera
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歌词

Recitativo:

Priva del caro bene,

Filli dunque dovrà trarre i suoi giorni

sempre tra affanni e pene? Oh Dio, che parlo?

Dove mi guida un rio timor? Tacete,

funesti miei pensieri,

o con più grati accenti

parlate al mesto cor, se saggi siete.

Forse talor col velo di torbida sventura

non copre i doni suoi provvido il Cielo?

Chissà che la sua doglia,

pietà destando, non raddoppi amore

e quindi il gentil fiore

non sorga ad appagar gl'altrui desiri,

onde madre si miri

di vago pastorel, che ne' consigli

il suo gran padre e lei in virtù somigli,

sì che non mai dal vero

mia fatidica mente andò lontana?

Già il vedo entro il pensiero

di bianco e dolce aspetto,

di biondo crine e d'ogni pregio adorno

vezzosamente a lei scherzar d'intorno.

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